DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA

DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA

Premessa

Per distorsione s’intende una perdita momentanea ed incompleta dei rapporti articolari fra due capi ossei.

Nel caso della caviglia, tale alterazione dei rapporti articolari interessa le porzioni articolari distali della gamba (tibia e perone) con il primo osso craniale del piede (astragalo) e viene definita distorsione tibio-tarsica.

Questo tipo di trauma avviene frequentemente anche nella vita quotidiana oltre che nello sport, ciò è da imputare all’anatomia di questa articolazione ed ai movimenti che essa realizza.

Meccanismo di lesione

Il meccanismo di lesione più frequente nella caviglia, è quello che prevede un movimento di inversione del piede rispetto alla gamba (deviazione verso l’interno), questa maggiore frequenza è dovuta alle caratteristiche anatomiche dell’articolazione. Esiste, tuttavia, la possibilità di distorsione anche con un movimento di eversione del piede rispetto alla gamba (deviazione verso l’esterno).

A meccanismi lesionali differenti corrisponderanno lesioni in differenti regioni della caviglia: con il meccanismo di inversione si potrebbero verificare distrazioni (allungamento) e/o lesioni (rottura) completa o parziale che interesseranno le strutture nella regione esterna della caviglia e traumi compressivi che interesseranno il compartimento interno della caviglia. Con il meccanismo di eversione, distrazioni e/o lesioni nella regione interna e compressioni in quella esterna.

Sintomi

I sintomi di una distorsione tibio-tarsica possono essere più o meno invalidanti in base al meccanismo ed all’entità della distorsione. Essi sono:

  • dolore che può interessare anche i piede e parte della gamba.
  • Edema, ovvero gonfiore che interessa l’articolazione stessa e che in alcuni casi può interessare il piede.
  • Tumefazione, ovvero il livido che, in base alla sua entità, può essere segno di coinvolgimento delle strutture legamentose ed, in alcuni casi di quelle ossee.
  • Limitazione o impotenza funzionale, ovvero si fa fatica o non si riesce a caricare il peso sull’articolazione
  • Instabilità articolare valutabile con la valutazione del movimento dell’articolazione post trauma.

Diagnosi

La diagnosi clinica delle lesioni di un evento distorsivo è di competenza medica e si può avvalere di esami strumentali quali RX, ecografia, TAC e Risonanza Magnetica (RMN) secondariamente ad una valutazione di tipo clinico.

La diagnosi fisioterapica degli esiti di una distorsione verte principalmente sulla valutazione dei sintomi e della disfunzione (perdita di funzionalità) che l’evento distorsivo ha prodotto a carico dell’articolazione.

Trattamento

In seguito all’esclusione del trattamento chirurgico da parte del medico valutatore ed alla conclusione della fase di immobilizzazione, definita da medico, si può procedere con un trattamento conservativo che si sviluppa attraverso varie fasi:

Fase iniziale

Gestione del dolore e riduzione dell’edema. Lo scopo è quello di diminuire il dolore, diminuire il gonfiore ed iniziare il lavoro di recupero dell’articolarità della caviglia. Esso è perseguibile attraverso tecniche e metodiche manuali come linfodrenaggio, bendaggio funzionale, kinesio taping e mobilizzazione manuale a cui possono venir associate terapie fisiche quali la tecarterapia, la laserterapia e le onde d’urto..

Fase intermedia

In questa fase gli obiettivi saranno quelli di raggiungere il più possibile l’articolarità fisiologica della caviglia, ripristinare forza, tono e trofismo muscolare e rieducare la propriocezione dell’articolazione. Questi obiettivi verranno perseguiti attraverso la mobilizzazione manuale ed automobilizzazione dell’articolazione, esercizi di attivazione muscolare contro resistenza ed esercizi propriocettivi per aumentare il controllo motorio rispetto all’articolazione distorta. E’ fondamentale raggiungere gli obiettivi di questa fase al fine restituire stabilità alla caviglia e prevenire distorsioni recidive.

Il lavoro di riabilitazione, nella fase intermedia, può essere svolto sia in ambiente asciutto che in acqua.

Fase finale

L’obiettivo di questa fase è quello di permettere il rientro all’attività sportiva in sicurezza. Questa fase va svolta nello stesso tipo di ambiente previsto per la pratica sportiva del paziente e prevede un ricondizionamento al gesto tecnico-sportivo, oltre che un condizionamento globale per l’apparato locomotore e per il compartimento neuromotorio.

Sei interessato a questo argomento? Scrivici

Scegli a cosa sei interessato, grazie.
Inserisci il tuo Nome e Cognome, grazie.
Inserisci un numero di telefono valido (es: 123-456-7890), grazie.
Inserisci un indirizzo email valido, grazie.
Inserisci un messaggio, grazie.
Devi accettare il trattamento dei dati personali prima di inviare il messaggio, grazie.

di Valentina Capuzzi - Sede legale: Via Piermarini snc, 26900 Lodi (LO) Italia - P.IVA: 09301960960 - CF: CPZVNT79P66E648N

credits: Masterwebagency.com

Restiamo in Contatto

Centro Fisio Kinetic:

IVia Piermarini snc
26900 Lodi (LO) Italia

Siamo all'interno della piscina Faustina Sporting Club (1° piano)

T346 6976737

Link Veloci